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La storia dello spettacolo "Ridendo la Cantada"


 
La privata de la Genia
(anno 1992)



La piazzetta
(anno 1995)






Brutiful
(anno 1996)








S.F. a Mofalcon se smonta
(anno 1997)






Hotel del Carso
(anno 1998)







Aeroporto Rosega
(anno 2000)





Ta l’ombra del campanil
(anno 2001)







"Quela casa drio de la roca"
(anno 2002)





"www.bisiacospital.com-a"
(anno 2003)





"Piaza granda"
(anno 2004)





"Condominio isola felice"
(anno 2006)

 
Lo spettacolo nasce nel lontano 1986 da un'idea di alcuni degli organizzatori del Carnevale Monfalconese con il titolo "Il fiore all'occhiello", ed era un varietà che vedeva protagonisti un gruppetto di artisti locali. Venivano proposte delle prose, canzoni anni 60, esibizioni di danza e numeri comici. Sul palcoscenico del Teatro Comunale, approdavano così nomi quali: Genia Dusatti, Orlando Manfrini, Carlo Blasini, Giosuè Pivetta, Amerigo Visintini, Guerrino Viezzoli, Piero Panunzio e Corrado Manià che ne curava anche la regia.
L'iniziativa durò per tre anni e poi scomparse, ma ad Aldo Buccarella, l'allora direttore della rivista edita dalla Pro Loco LA CANTADA, venne l'idea di portare in scena uno spettacolo dove venivano proposti testi tratti esclusivamente dalla suddetta rivista, questo per facilitare il pubblico alla lettura di brani nel nostro dialetto (cosa non proprio facilissima). Per questo motivo lo spettacolo prese il nome di "Ridendo la Cantada", far ridere con l'umorismo e la satira de LA CANTADA, il tutto condito con una dose di scenette comiche interpretate dal duo Manfrini-Blasini.
Al gruppetto di attori già esistente, si aggregarono Edes Cobai, Raffaella Penna, Angelo Folin, Alessandra Bianca e Michele Colussi. La direzione di Buccarella, proseguì fino al 1991, mentre dal 1992 la regia passò a Carlo Blasini, che percependo il volere del pubblico, valorizzò più le scenette comiche piuttosto che le prose, le canzoni e le poesie, creando un collegamento alle varie gag tanto da formare una sorta di commedia comica. 
Nacque così uno spettacolo dove si incominciò ad avere un'ambientazione scenografica, curata da Vincenzo Licari in arte Pupo e da Fabio Sabomisseni: "La privata". Vennero costruite le pareti con le caratteristiche di quegli ambienti tipo cantina, e arredata con enormi botti prestate da una "privata" della zona. Era il tipico luogo nostrano d'incontro, così da facilitare l'inserimento di figure comuni quali: il postino, il prete, il politico, l'ubriaco ecc. Naturalmente tutti personaggi dalle caratteristiche anomale, ed un titolo: La privata de la Genia, che rimase lo stesso anche per l'anno successivo.
Le edizioni del 1994 e 95, erano invece ambientate nella "Piazzetta de Mofalcon", tre facciate di case con portoni e negozi, e al centro un'edicola dove tra un viavai di persone comuni quali: l'edicolante, la casalinga, i vigili, la farmacista il marito tradito ecc. , si venivano a creare delle situazioni paradossali. Il gradimento e la richiesta del pubblico fu tale, che lo spettacolo del 1995, venne replicato dopo un mese.
Nel 1996, la compagnia diventa "Quelli di Ridendo la Cantada" questo per dare spazio ad un titolo specifico per ogni edizione, difatti quell'anno sui manifesti si poteva leggere: "Quelli di Ridendo la Cantada" presentano: "Brutiful". Erano le vicende di una famiglia Bisiaca, vissute all'interno di una casa a due locali, arredati con dei mobili che vennero prestati dalla Marcelliana. La famiglia composta dal nonno reduce di guerra, il figlio con la nuora scrocconi, il nipote mantenuto con la moglie sposini novelli, e parenti vari oltre ad un nuvolo di personaggi frequentatori della casa: il postino, il venditore, i pompieri, l'idraulico ecc. A quell'edizione oltre al gruppo già collaudato, si unirono volti nuovi quali: Enrico Cobai, Maurizio Carraro, Paolo Bortolotti e Franco detto pizza.
Nel 1997, andò in scena " S.F. a Mofalcon se smonta" in una scenografia sempre più curata, merito del gruppo degli allestitori che sempre guidati da "Pupo" si era ingrandito. Venne costruito l'interno della stazione, con arredi originali prestati dalle Ferrovie dello Stato. Nel gruppo entrarono per la prima volta Adriana Ossani e Federica Deiuri. Era la storia di due barboni che frequentavano la stazione di Monfalcone, e grazie ad un gratta e vinci di colpo si ritrovarono miliardari. Oltre il viavai di passeggeri, c'erano il bigliettaio, il capostazione i poliziotti, e la barista, dove si crearono delle situazioni che se esistessero nella realtà, i treni girerebbero deserti. Intanto, anno dopo anno, cresceva l'interesse da parte del pubblico registrando sempre il tutto esaurito, e vista l'enorme richiesta, dal 97 la Pro Loco decise che lo spettacolo doveva andare in scena per due serate consecutive.
Arrivò così anche il 1998, dove l'avviatissimo gruppo presentò nelle due serate "Hotel del Carso". Era l'interno di un albergo cittadino, con tanto di reception, bar ed ascensore, tutti arredamenti originali forniti gratuitamente dal mobilificio Piani di Cervignano, e dalla ditta Monfalascensori. A Carlo Blasini, quell'anno venne un'altra idea: far partecipare alla commedia qualche personaggio noto in città. Detto fatto, sul palco ad interpretare se stesso salì nientepopocodimenochè l'allora Sindaco Adriano Persi, che molto spiritosamente accettò la proposta, e non se la cavò niente male. L'esilarante commedia oltre al primo cittadino, vedeva una combriccola di poco raccomandabili clienti, assieme al portiere, il direttore e tutto il personale, che non era certo da meno. Il finale a sorpresa, vedeva l'apparizione dei Cugini di Campagna con tanto di divise e zeppe, ad esibirsi con il loro cavallo di battaglia: Anima Mia, che per l'occasione il regista aveva riscritto trasformandola in Vigilessa Mia. A titolo di cronaca l'esibizione del brano venne ripetuta qualche giorno dopo proprio nel Comando dei Vigili alla presenza del Sindaco. Fu un successo!
Nel 1999, l'ambientazione da portare sul palco era l'ospedale, vista anche la prossima apertura di quello nuovo. L'argomento era molto attuale ed il materiale per la satira non mancava. L'arredamento e tutto il necessario per ricostruire la camerata e gli ambulatori, venne fornito dalla U.S.L. locale. Ad ottobre come al solito, iniziò la stesura dei testi, ed a Gennaio le prove, ma a circa 20 giorni dalla prima, si dovette fare marcia indietro e fermare tutto, per l'improvvisa indisponibilità da parte di ben 6 attori per motivi seri e non risolvibili in breve. Quell'anno sulle locandine fuori dalle edicole si leggeva: Carnevale dimezzato: salta Ridendo la Cantada. Qualche mese dopo, qualcuno si era rimesso, qualcun altro ci aveva lasciati. (Go sempre dito mi: ospedal porta mal!) 
Nel 2000, scartato a priori l'argomento ospedaliero, era l'anno della ripresa, avevamo un debito con la città, l'idea era di fare qualcosa di grande per recuperare quello che avevamo perso, ed ecco che agli occhi del folto e fedele pubblico accorso, dietro al sipario apparve un intero aeroporto con tanto di dogana e finanzieri, metal detector, nastri trascina valige, biglietteria e vetrate panoramiche sulla pista con enormi code d'aereo in movimento, venne così presentato "AeroportoRosega".
Entrarono a far parte del gruppo teatrale altri nuovi attori: Gabriella Manfrini, Brunella Papa, Lorenzo Persi, Marina Zucco, Roberta Dusatti e Renata Tagliapietra. In un'affollata sala d'aspetto, transitavano svariati personaggi ognuno dei quali veniva a creare delle situazioni, a dir poco uniche, ma ad un tratto assieme all'inno di Mameli arrivò con la sua scorta l'allora Presidente del Consiglio Dalema, perfettamente interpretato dal giornalista Ciro Vitiello, che veniva accolto dal consigliere Regionale Enrico Gherghetta nei panni di se stesso. Anche loro avevano accolto spiritosamente la proposta del regista di partecipare in maniera straordinaria allo spettacolo.
Nel 2001, dopo tante ambientazioni interne, era ora di tornare all'esterno, e venne costruita un'imponente scenografia raffigurante i portici di via S. Ambrogio, con negozi e ristorante. "Ta l'ombra del campanil" era il titolo della quindicesima edizione dello spettacolo, dove veniva coinvolta una moltitudine di personaggi e categorie, e non furono risparmiate dalla nostra satira. Vigili, medici, commercianti, amanti, casalinghe, uomini, donne insomma tutti quelli che ci stavano dentro, anche il grande fratello. Il finale fu una vera e propria sorpresa, tra luci, suoni e fumi l'atterraggio di un enorme disco volante, con tanto di luccicante extraterrestre. 
Nel 2002 venne un'idea nuova, diversa dalle solite ambientazioni e dai soliti personaggi, nacque "Quela casa drio de la roca". Un fantomatico castello situato dietro al colle della Rocca, dove viveva una nobile ma sgangherata famiglia stile Addams, alle prese con una miriade di nobili parenti convocati per la lettura del testamento lasciato da un loro avo, ma durante la cena venne commesso un delitto, e tutti i presenti vennero indagati perché ognuno avrebbe avuto un motivo per averlo commesso. Alla fine, dopo gli interrogatori, emerse che si trattò solo di un equivoco, il parente non fu ucciso ma era solamente ubriaco. 
In quell'anno, non prese parte allo spettacolo perché era ammalato, il mitico Paolo Bortolotti, che purtroppo ci venne a mancare un mese dopo.
Per il 2003, a Carlo Blasini venne il coraggio di sfidare le superstizioni e di rimettere in cantiere quel progetto iniziato nel 99: l'ospedale.
Dopo aver riscritto tutti i copioni, inventato nuovi personaggi e nuove storie, è nato: "www.BisiacOspital.com-a". E' tutta una serie di vicende ed intrallazzi che si vengono a creare in un ospedale presumibilmente situato nella "Bisiacaria" con un nuvolo di personaggi impegnati nelle situazioni più impensabili.
Tutti gli arredi e gli accessori necessari ad arricchire le scene, ci vennero dati dall'ospedale di S. Polo, collaborando così all'ottima riuscita dello spettacolo.
La novità di quell'anno era costituita dai tre atti della commedia, non due come sempre, ed in ognuno di questi, venne cambiato completamente l'arredamento della scenografia; s'iniziò con la sala d'aspetto, per poi passare all'interno di un ambulatorio e terminare con la camerata. Non mancarono di certo i personaggi più strani ed i colpi di scena, tanto da vedere alla fine di un intervento non proprio ben riuscito, un Manfrini di tre metri, ed un Blasini di uno. Per fortuna tutto quello che era stato rappresentato era frutto della fantasia del regista, perché in un ospedale del genere non ci avremmo messo piede neanche noi.
Arrivò anche il 2004, dopo svariate ambientazioni quello che ancora mancava da portare in scena era il palazzo del Comune con i vari personaggi della "magnadora". Per la diciottesima edizione nacque "Piaza granda", un'imponente facciata del Municipio con tanto di loggia e colonne, un capolavoro scenografico che solamente Pupo e la sua gang, assieme alla pittrice Gabriella Calsolaro potevano realizzare in maniera così certosina. Per la prima volta salirono sul palco Giorgio Saletti e Rino Panariello, ma per completare l'opera quello che ci mancava era la figura del Sindaco, ma chi meglio di quello vero poteva interpretarlo? Detto fatto! Sul palco a fare la parte di se stesso venne il Sindaco Gianfranco Pizzolitto, che molto sportivamente accettò l'incarico suscitando lo stupore e la simpatia del pubblico in sala.
Per complicarci ancora di più la vita, decidemmo di ambientare il primo tempo nel periodo della seconda Guerra, ed il secondo ai tempi nostri, naturalmente anche la facciata del Municipio subiva i cambiamenti delle due epoche. Non mancarono di certo le situazione ed i personaggi: Lilì Marlene, i soldati, i reclutamenti, i politici, le vicende familiari, mentre per i tempi d'oggi: tutto quello che vediamo per la strada.
Concludendo, dopo 18 anni, lo spettacolo è diventato uno degli appuntamenti più attesi del Carnevale Monfalconese, dove, nelle due serate si registra il tutto esaurito. Attualmente il gruppo degli attori di "Quelli di Ridendo la Cantada" è formato da: Orlando Manfrini, Carlo Blasini, Edes Cobai, Federica Deiuri, Marina Zucco, Renata Tagliapietra, Genia Dusatti, Gabriella Manfrini, Adriana Ossani, Maurizio Carraro, Brunella Papa, Mic abrizio, Giorgio Saletti, Rino Panariello oltre ai tecnici di scena Mauro Tagliapietra, Marco Manià e gli addetti alle scenografie Vincenzo Licari, Gabriella Calsolaro, Mario Mio e Giuliano Doria. Chi ogni anno si spreme le meningi per scrivere i testi e si inventa luoghi, fatti, personaggi, storie, e colpi di scena, insomma hele Colussi, Stefano Braico, William Costanzo, Gilberto Sgualdini e Dennis F il regista, dopo 12 anni è ancora il sottoscritto:
Carlo Blasini.


 
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